La ragione
Un altro passaggio, che leggendo qua e là per la rete, in questi giorni, ho trovato interessante e molto molto in linea con i miei pensieri. Il contesto è totalmente differente, ma come sempre avviene in questi casi la decontestualizzazione avviene con successo. Prendere le frasi altrui e farle proprie non è sempre mancanza di originalità di pensiero; semplicemente serve saper riconoscere che alle volte qualcuno è più bravo di noi ad esprimere qualche sensazione. E anzichè incupirsi, talvolta è meglio ammettere “se ne fossi stato capace, avrei scritto una cosa del genere”.
Questo esempio è tratto da un pezzo di Francesco Costa e parla, per l’appunto, di un tema troppo profondo per essere preso di spunto nelle mie riflessioni (l’analisi su come, quando una persona fa sciopero della fame e/o sete, il resto della galassia si divide non più sulle idee in discussione, ma sulla vita e/o morte di quella persona). La cosa che mi è piaciuta, decontestualizzata e fatta mia, è il finale. Che qui sotto ripropongo:
“…la cosa che io vorrei che un mio amico facesse con me, se fossi nella situazione di Paola Caruso: farmi compagnia, darmi una mano con le cose di cui ho bisogno, dirmi di non fare cazzate, se necessario a muso duro. Anche darmi un ceffone, se necessario: di quei ceffoni che possono dare solo certi amici. La condiscendenza no. La condiscendenza no.”
La condiscendenza no, perchè la condiscendenza non aiuta a crescere. Aiuta semplicemente a rimanere nelle proprie idee convincendosi che siano le migliori. Quando talvolta, non lo sono affatto

