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Archivio per la categoria ‘Poesie’

E caddi, come corpo morto cadde…

28/12/2007 1 commento

I’ cominciai: “Poeta, volontieri
parlerei a quei due che ‘nsieme vanno,
e paion sì al vento esser leggeri”.

Ed elli a me: “Vedrai quando saranno
più presso a noi; e tu allor li priega
per quello amor che i mena, ed ei verranno”.

Sì tosto come il vento a noi li piega,
mossi la voce: “O anime affannate,
venite a noi parlar, s’altri nol niega!”.

Quali colombe dal disio chiamate
con l’ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l’aere, dal voler portate;

cotali uscir de la schiera ov’è Dido,
a noi venendo per l’aere maligno,
sì forte fu l’affettüoso grido.

“O animal grazïoso e benigno
che visitando vai per l’aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

se fosse amico il re de l’universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c’ hai pietà del nostro mal perverso.

Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che ‘l vento, come fa, ci tace.

Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ‘l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense”.
Queste parole da lor ci fuor porte.

Quand’io intesi quell’anime offense,
china’ il viso, e tanto il tenni basso,
fin che ‘l poeta mi disse: “Che pense?”.

Quando rispuosi, cominciai: “Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!”.

Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
e cominciai: “Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.

Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,
a che e come concedette amore
che conosceste i dubbiosi disiri?”.

E quella a me: “Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa ‘l tuo dottore.

Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante”.

Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangëa; sì che di pietade
io venni men così com’io morisse.

E caddi come corpo morto cade.

Categories: Poesie

Sccc….non disturbate…

27/12/2007 2 commenti

Mia cara amica dimmi se
posso restare accanto a te.
Fra quelle stelle leggo che…..
il tuo destino,
a me vicino,
ha scelto noi
ed ora siamo qui
per sempre in due, così!
….ora potete ricominciare a parlare…..
Categories: Poesie

Gocce

20/08/2007 Lascia un commento

Ricevo una lettera.
Mi giro, guardo il tempo.
E’ come se si fosse fermato.
Tutto intorno a me sembra si sia fermato.
Persino la pioggia che scende sembra centellinare le proprie gocce.
Mi fermo e rifletto.
Realizzo.
Sono fortunato.

Categories: Poesie

A chi….

06/06/2007 2 commenti

A chi vuole fermare la voglia di vivere,
a chi vuole costruire barriere,
a chi vuole mettere al buio la luce dei nostri occhi.
A chi invidia la felicità altrui,
a chi ammazza la gioia d’altri,
a chi annienta le speranze di un mondo migliore.
A chi si arma contro il nemico,
a chi il nemico lo cerca ovunque,
a chi vince solo grazie alla paura.
A chi la paura non sa cos’è,
a chi la paura fa novanta,
a chi si fa comandare grazie alla paura.
A chi non ragiona con la propria testa,
a chi la testa serve solo per segnare,
a chi la testa è più bella se sgozzata.
A chi non perdona proprio nessuno,
a chi perdona tutto e tutti,
a chi il perdono non se lo meriterebbe nemmeno dopo la morte.
A chi ci vuole impedire di vivere liberamente,
a chi ci impone un proprio modo di vivere,
a chi ci costruisce false verità per assecondarlo.
A chi crede che il proprio mondo sia migliore,
a chi crede che il proprio Dio sia migliore,
a chi crede che la propria lingua, la propria pelle, la propria terra sia migliore.
A chi ci dice che lo fa per noi,
a chi ci dice che la vita, prima di tutto,
a chi ci dice che se non lo fai per te, almeno fallo per gli altri.
A chi “gli altri” sono usati come scusa,
a chi non sa distinguere tra una legge e una morale,
a chi quella morale vuole farla passare come legge.
A tutti questi, il mio personalissimo, giornaliero, vaffanculo.

Categories: Poesie

Vivere

22/05/2007 2 commenti

Al cento per cento. Vivere, lasciarsi andare. Lasciarsi trasportare.
Vivere.
Senza paura, senza timori, senza freni.
Perchè tutto ciò che c’è lo stai vivendo.
Perchè tutto ciò che sarà lo deciderai tu.
Vivere.
E non lasciarsi frenare. Dalla paura, dall’angoscia.
Dal ricordo.

Categories: Poesie

Il futuro

15/02/2007 2 commenti

Ti guardi intorno e vedi una luce soffusa
è la luce dei tuoi pensieri

è troppo debole per illuminare
il tuo cammino completamente

potrebbe trasformarsi in un giorno
nel raggio di sole da seguire

come potrebbe farti perdere
senza un minimo di esitazione

in un buio senza ritorno
e senza capire la strada in cui ti porta

Ma gli anni, troppo pochi,
che sono passati dal primo sole

ti fanno seguire una strada
che potrai rinnegare

in un futuro che solo immagini
e che costruisci giorno per giorno.

Categories: Poesie

La finestra

13/12/2006 5 commenti


il sole è così caldo che l’inverno non sembra arrivato
soffia il vento gelido a riportarci sulla terra

in questi giorni in cui molto sembra cambiato
quello che ho di dentro è molto simile ad una guerra

una guerra senza armi, ma soprattutto senza morti
all’interno del mio corpo c’è qualcuno che mi bussa

chi mi ha fatto dei favori, chi mi ha dispensato torti
i miei globuli rossi fanno la rivoluzione russa

Sento battere un martello, c’è qualcosa che mi preme
tanta gente allontanata, tanta gente che ci tiene

quando voglio averla affianco è sempre troppa la distanza
sono isolato un pò dal mondo, sono solo nella stanza

anche con tanti personaggi tutti intorno come saggi
preferisco l’emozione di provare cose nuove

nuove esperienze, nuove atmosfere
attorno a me persone VERE

chiedo poco dalla vita, non son nato creditore
come chi dall’alto guarda e chiede sempre senza dare

cerco solo l’allegria, anche se la difficoltà
sta nel trovarla in ogni via, anche quando non ci sta

chiedo tempo al cuore mio, io non voglio più soffrire
c’è troppo male in questo mondo, ti vien quasi da morire.

Sotto la finestra corpi vuoti a testa alta
fanno scorrere le loro gambe sul marciapiedi

qualche sfumatura nel cielo, un gabbiano che si esalta
sento ancora la tua voce, leggo ancora i tuoi pensieri.

Categories: Poesie

Emozioni

20/09/2006 2 commenti

“Sì…vaffanculo anche tu – Affanculo io? Vacci tu! Tu e tutta questa merda di città e di chi ci abita. In culo ai mendicanti che mi chiedono soldi e che mi ridono alle spalle. In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina. In culo ai Sikh e ai Pakistani, che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti…puzzano di curry da tutti i pori; mi mandano in paranoia le narici… aspiranti terroristi, E RALLENTATE, CAZZO! In culo ai ragazzi di Chelsea, con il torace depilato e i bicipiti pompati, che se lo succhiano a vicenda nei miei parchi e te lo sbattono in faccia sul Gay Channel. In culo ai bottegari Coreani, con le loro piramidi di frutta troppo cara, con i loro fiori avvolti nella plastica: sono qui da 10 anni e non sanno ancora mettere due parole insieme. In culo ai Russi di Brighton Beach, mafiosi e violenti, seduti nei bar a sorseggiare il loro tè con una zolletta di zucchero tra i denti; rubano, imbrogliano e cospirano…tornatevene da dove cazzo siete venuti! In culo agli Ebrei Ortodossi, che vanno su e giù per la 47a nei loro soprabiti imbiancati di forfora a vendere diamanti del Sudafrica dell’appartheid. In culo agli agenti di borsa di Wall Street, che pensano di essere i padroni dell’universo; quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas/Gordon Gekko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora. Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire per tutta la vita… e Bush e Chaney non sapevano niente di quel casino?! Ma fatemi il cazzo di piacere! In culo alla Tyco, alla ImClone, all’Adelphia, alla WorldCom
…In culo ai Portoricani: venti in una macchina, e fanno crescere le spese dell’assistenza sociale… e non fatemi parlare dei pipponi dei Dominicani: al loro confronto i Portoricani sono proprio dei fenomeni. In culo agli italiani di Benson Hurst con i loro capelli impomatati, le loro tute di nylon, le loro medagliette di Sant’Antonio, che agitano la loro mazza da baseball firmata Jason Giambi, sperando in un’audizione per I Soprano. In culo alle signore dell’Upper East Side, con i loro foulard di Hermesse e i loro carciofi di Calducci da 50 dollari: con le loro facce pompate di silicone e truccate, laccate e liftate…Non riuscite a ingannare nessuno, vecchie befane! In culo ai negri di Harlem. Non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita centotrentasette anni fa. E muovete…le chiappe, è ora! In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con quarantuno proiettili, nascosti dietro il loro muro di omertà. Avete tradito la nostra fiducia! In culo ai preti che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti. In culo alla Chiesa che li protegge, non liberandoci dal male. E dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo. Se l’è cavata con poco. Un giorno sulla croce, un weekend all’inferno, e poi gli alleluja degli angeli per il resto dell’eternità. Provi a passare sette anni nel carcere di Otisville. In culo a Osama Bin Laden, a Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati, vi auguro di passare il resto dell’eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire a fuoco lento all’inferno. Stronzi cammellieri con l’asciugamano in testa, baciate le mie nobili palle irlandesi!
…In culo a Jackob Elinsky, lamentoso e scontento. In culo a Francio Slaughtery, il mio migliore amico, che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza. In culo a Naturelle Riviera: le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena, mi ha venduto alla polizia…maledetta puttana! In culo a mio padre, con il suo insanabile dolore: beve acqua minerale dietro il banco del suo bar, vendendo whisky ai pompieri inneggiando ai Bronx Bombers. In culo a questa città e a chi ci abita. Dalle casette a schiera di Astoria agli attici di Park Avenue, dalle case popolari del Bronx ai loft di Soho, dai palazzoni di Alphabet City alle case di pietra di Park Slope e a quelle a due piani di Staten Island. Che un terremoto la faccia crollare. Che gli incendi la distruggano. Che bruci fino a diventare cenere, e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi. No, no, in culo a te, Montgomery Brogan. Avevi tutto e l’hai buttato via, BRUTTO TESTA DI CAZZO!”

Categories: Poesie

Io credo…..

19/09/2006 3 commenti

“Anch’io credo. Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono del campanello del padrone di casa che vuole l’affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finchè non si sta in piedi. Credo che un’Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qua; però, prima di credere in qualcos’altro, bisogna fare i conti con quello che c’è qua: e allora mi sa che crederò primo o poi in qualche dio. Credo che se prima o poi avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecentomila al mese, però credo anche che se non leccherò il culo come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c’è un buco grosso dentro, ma anche che il rock and roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici, bè, ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese di ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx… Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perchè comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia. Ecco, allora vedete di ricaricare le vostre scorte con questo…”

Categories: Poesie
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