E così il 2010 è iniziato. Bene, potrei dire, o male, visto che oggi sono nuovamente qua in ufficio. Mercoledì si ri-stacca, c’è la Befana, sembra per non dare l’impressione di un ritorno troppo invasivo.

Nel frattempo ottimi 5 giorni passati lontani dal mondo. Lontani si fa per dire, rinchiusi come si era nella nostra casa a Vicenza. Rinchiusi e festeggianti, rinchiusi e sballinati. Armati unicamente della nostra voglia di divertirci, ci siamo rilassati e siamo andati avanti a farlo fino al 2. Poi sabato sera e ieri il relax l’ha fatta da padrone sapendo anche che oggi si ritornava al dovere. Molta gente è passata per quella casa. Molti amici sono entrati, usciti, sono tornati, se ne sono andati.
Dopo una settimana passata a lavorare al ristorante mi sono concesso la tregua necessaria e dal 28 pomeriggio ho staccato le spine e mi sono concentrato sul divertimento. Il lunedì sera, come avrò modo di raccontare in seguito, è stata una serata particolarmente bella, intensa, romantica, appassionante. Una giusta carica per i lavori dei giorni successivi.

Difatti il giorno dopo, all’alba più o meno (saranno state le 9, ma per chi è in ferie è anche troppo presto per svegliarsi), si era già ai blocchi di partenza, pronti a rivoltare la casa come un calzino. Disabitata da 6 mesi, fredda come non mai, necessitava di una rimessa a lucido per i giorni che stavano per arrivare. Le pulizie sono finite alle ore 15, più o meno e ci siamo potuti finalmente concedere un buon kebab.

Alla sera ci aspettava una super-cena per festeggiare un compleanno e a seguire una partita a Risiko, che a me non piace nella quale percui assisto senza entrare nel merito. Alle 7 ha cominciato ad arrivare la prima gente e da allora nulla è più stato come prima. La cena è stata ottima, la compagnia pure, si è bevuto un paio di bottiglie di vino e tutti siamo tornati a dormire felici di aver passato una gran bella serata.
La vigilia (il 30) sarebbe stata la giornata del poker. Non ricordo il numero esatto delle persone che hanno partecipato alla serata, probabilmente il tasso alcolico era già piuttosto elevato alla presenza di tutti e ora i ricordi si ofuscano nella mia mente. So solo che siamo andati avanti tantissimo, durante la serata e la notte, per concludere a mattina presto una interminabile partita a Texas hold’em.
Per cena avevamo deciso di fare la pizza e il pomeriggio si è partiti ad impastarla, dopo una scorpacciata di risi e bisi, per essere pronta verso le 8. Io no, stavo troppo male e mi sono colpevolmente addormentato. Purtroppo sono state anche le ferie dei miei malanni. Perenemmente con un’orecchio tappato, col raffreddore raffermo, imbombato di medicinali ed aerosol, non sono riuscito a combattere e debellare il mio male. Fa niente, ci riproveremo.
Cmq la pizza l’hanno fatta marghe e bebo e alla fine è riuscita squisita. Ci abbiamo messo diversi ingredienti, l’abbiamo divisa in pezzi e la gente sembra aver apprezzato.
L’ultimo dell’anno nasce con i migliori intenti e finisce per essere ancora meglio del sperato. Gli unici due disperati rimasti in casa rilavano cucina e sala e sistemano le postazioni per la “battaglia”.
Pian piano arrivano tutti, mangiamo qualcosa, ma la mente è già proiettata alla sera. La festa continua, ormai incessantemente da 2 giorni, ma le batterie sono ancora belle cariche. Nel corpo e nella testa.
Si aggiungono inaspettatamente, ma con molto entusiasmo i due pokeristi della sera prima. L’invito è stato accettato a braccia aperte e alla fine ci ritroviamo anzichè 5 come pensato 2 settimane prima, in 12. Beh, un bell’aumento, un bel salto per un capodanno che si preannunciava dal tono un pò minore. Invece è salito come nelle montagne russe per farci ricadere di corsa per le scalette di Monte Berico, mezz’ora dopo essere arrivati in cima in ritardo per tutti i festeggiamenti. Abbiamo brindato noi, abbiamo fatto le nostre cazzatine, ci siamo fatti gli auguri, abbiamo visto un pò di fuochi e ce ne siamo tornati indietro. Con il nostro triceratopo in testa. Siamo andati avanti fino alle 6 e un quarto, poi gli ultimi che dovevano tornarsene a casa se ne sono andati. E con loro abbiamo preso la strada del sonno tutti quanti.
Il giorno dopo è giorno di ripiglio, ma di festa continuata. Un pò di gente se ne va al pomeriggio, alcuni altri restano, si contano i morti e si passa un pò di tempo a cazzeggiare. In un batter di ciglia arriva sera, tardi, i superstiti mangiano un ottimo risotto con la salsiccia e si abbandonano alla visione di Fight Club.
La festa è finita, sabato 2 tutto torna alla normalità. Il ristorante, la casa ordinata, ognuno a casa propria, i propri obblighi da seguire, i propri doveri e i propri richiami. Restano le buone intenzioni per l’anno prossimo, se qualcuno di noi le ha fatte.
Dunque non c’è che augurare un buon 2010 a tutti voi, e che continui com’è partito, cioè con tanta F-E-S-T-A!!!!